“L’isola sotto il mare” di Isabel Allende - Francesco Di Pace

Trama:
Il libro in questione narra la storia di Zaritè, una ragazza nata schiava che conquisterà la propria libertà.
La storia è ambientata in centro-America, a Santo Domingo e in Louisiana, dove in passato furono importate molte persone di origine africana e utilizzate come schiavi personali o come lavoratori per le piantagioni.
La protagonista, Zaritè, è una di loro, o meglio, è la figlia di una di loro: mentre sua madre veniva trasportata verso l’America fu stuprata da un bianco.
Quando aveva ancora nove anni fu venduta a un uomo ricco avente una piantagione, Toulouse Valmoraine, e alla moglie, Eugenia Garcia del Solar.
Quando la moglie del signor Valmoraine iniziò a impazzire, lui iniziò a soddisfare i propri desideri sessuali con Zaritè, da questo rapporto ebbe due figli a distanza di qualche anno, dal primo fu separata, invece le fu permesso di curare la seconda, Rosette, che si affezionò molto sin da quando era bambina al figlio che aveva avuto Valmoraine con Eugenia prima che impazzisse e che morisse.
Dopo varie rivolte dei neri, Valmoraine si trasferì in Louisiana con Zaritè, che era la sua schiava personale, e con Sancho Garcia del Solar, il fratello di Eugenia con il quale aveva un legame stretto.
Prima di trasferirsi, Zaritè e uno schiavo della quale era innamorata (Gambo), salvarono Valmoraine dalla rivolta, Gambo dopo scappò, a Zaritè, che non scappò, fu promessa la libertà per lei e per la figlia.
Valmoraine si trasferì in Louisiana con Zaritè, Maurice (il figlio legittimo) e Rosette (la figlia illegittima di Valmoraine e di Zaritè).
Valmoraine si risposò con una donna di nome Hortense Guizot.
Qualche anno dopo Zaritè ottenne la sua libertà.
Il libro ha un finale triste perché poco dopo essersi sposata, Rosette muore.

Considerazioni:
Oltre a ritenere questo libro molto ben narrato, penso che questo libro faccia riflettere e dia informazioni storiche.
In tutta Europa si studia la storia di quel periodo sentendo la versione dei “bianchi”, questo libro, invece, la racconta con la voce di una ragazza nera. Da colei che era discriminata, non dal discriminatore.
La scrittrice ha saputo caratterizzare perfettamente i personaggi a tal punto che mi è difficile pensare che non siano esistiti davvero, e soprattutto ha fatto capire quanto per ognuno sia importante la libertà nonostante la si dia per scontato.
Valmoraine: < Perché vuoi andare via da me? Io ti ho sempre dato tutto quello di cui hai avuto bisogno! Che importanza ha essere liberi sulla carta ma non nella realtà?>
Zaritè: < Voglio essere libera e garantire la libertà pure a mia figlia>
Non sono testuali parole, ma riassumono un discorso fatto tra Valmoraine e Zaritè.
Da questo discorso si capisce quanto poco Valmoraine si immedesimi nella situazione di Zaritè, per lui la libertà è scontata, l’ha sempre avuta e non dovrà mai lottare per averla.
Invece Zaritè, pur sapendo che la libertà avrebbe portato dei rischi ha deciso di continuare per la sua strada convinta del fatto che un giorno l’avrebbe conquistata.

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