La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth - Edoardo Rossetti

Una sera di primavera dell’anno 1934 un signore di età matura scese gli scalini di pietra che da uno dei ponti della Senna conducono alle rive del fiume. Là è dove sono soliti accamparsi i vagabondi di parigi. Per caso uno dei vagabondi veniva in contro al signore, che essendo vestito bene, dava l’impressione di un viaggiatore curioso in cerca di nuovi posti da scoprire. Il signore di età matura, fece segno di essere una persona per bene e offrì dei soldi al vagabondo che, inizialmente non li accettò, ma si fece convincere e accettò a condizione di restituirli poi alla chiesa di Santa Maria di Batignolles, in particolare nella cappella di Santa Teresa, come proposto dall’anziano signore. Così comincia la storia di Andreas, il vagabondo, che la mattina dopo aver ricevuto il denaro si sveglia sentendosi più ricco e perciò decide di radersi e comprare un giornale per sapere che giorno fosse quello.
Durante la colazione viene chiamato all’aiuto da un signore che gli chiede se poteva aiutarlo nel suo trasloco, venendo pagato immediatamente con cento franchi e con altri cento dopo aver completato il lavoro. Questo lavoro durò due giorni e al termine, vale a dire domenica, Andreas decise che era ora di andare a pagare il suo debito alla cappella di Santa Teresa. Nel frattempo si dirige alla cappella incontra Caroline, una sua vecchia coinquilina prima che finisse in prigione. Andreas passa la giornata con lei dimenticando il debito da saldare. Il giorno seguente si rende conto di quanti soldi ha speso per lei e si sente povero, perciò la lascia e torna a dormire sotto i ponti. Una notte Andreas sogna Santa Teresa che gli chiede i duecento franchi che le doveva e ciò gli fa ricordare il suo debito. Per caso, ma Andreas crede per "miracolo", il suo portafoglio ritorna gonfio: un ricco signore per cui ha lavorato lo paga bene; un calciatore, suo amico d'infanzia, gli regala altri soldi; un poliziotto gli restituisce un portafoglio con dentro duecento franchi, che non gli appartiene, ma che Andreas prende senza pensarci troppo sopra. Alla fine, anche l'ultimo tentativo di mantenere l'impegno con santa Teresa fallisce. In un "bistrò" di fronte alla chiesa, mentre consuma in grandi bevute con Woitech il denaro da restituire, si sente svenire, viene trasportato nella chiesa e muore, chiedendo perdono, nelle braccia di una ragazzina sconosciuta che si chiama Teresa e che Andreas scambia per la santa. Il linguaggio di questo libro è semplice e ricalca quello con cui sono narrate le leggende; nonostante il tono ironico e distaccato, traspare dal racconto una profonda malinconia o anche la richiesta non detta di aver diritto a una buona morte. Andreas, chiede infatti che "Conceda Dio a tutti noi, a noi bevitori, una morte così facile e così bella!". Con queste parole riguardanti la sua fine, si conclude il racconto.

Commenti

Post popolari in questo blog

Le mie vacanze estive - di Riccardo Baldo